Di Andrea Manessi – TgTourism


Canaletti, leggende, storie. Un viaggio nel cuore segreto della città lagunare.


È talmente ricca e misteriosa, la storia di Venezia, che non esiste un solo modo per conoscerne l’anima. Esistono invece miriadi di itinerari possibili, che è consigliabile percorrere sotto la guida di chi da quelle strade è stato stregato e catturato, diventandone di conseguenza testimone ed esperto conoscitore, tanto da immergersi totalmente nella cultura della Laguna.
Campo Sant’Angelo
Non esiste luogo migliore di Campo Sant’Angelo per parlare delle origini di Venzia. Con i suoi pozzi quattrocenteschi e il suo caratteristico campanile pendente, sopravvissuto al terremoto del 1347, quello nel cuore del sestiere di San Marco fu uno dei primi campi a essere pavimentati in cotto e offre una miriadi di spunti a partire dai palazzi che lo circondano.
Un calle per l’Opera
Percorrendo la strettissima Calle del Caffettier, si raggiunge l’imponente Teatro d’Opera La Fenice, scenario perfetto per aprire il sipario sulla vita mondana nella Venezia del ‘700 ed evocare i tempi i cui i nobili e gli intellettuali facevano la spola tra i tanti teatri e i numerosi locali, dove degustare le nuove bevande esotiche quali il caffè e la cioccolata.
Una scala leggendaria
Casa fontego di gusto tardo neo-gotico, Palazzo Contarini del Bovolo si trova in una posizione privilegiata, tra Rialto e San Marco. Ciò che lo caratterizza maggiormente è l’eccentrica scala a chiocciola, (in veneziano, “bovolo”) fatta aggiungere verso la fine del ‘400 dal rampollo Pietro Contarini e costruita probabilmente dall’artigiano locale Giovanni Candi. Curiosa la storia che identifica in Arnaux Marseille, l’affittacamere che in epoca più recente utilizzò il palazzo a mo’ di locanda, la figura cui Hugo Pratt si sarebbe ispirato per il suo celeberrimo Corto Maltese.
Un códega a Calle del Forno
A Venezia, esistono ben 31 strade contrassegnate come Calle del Forno, nome che deriva naturalmente dalla non troppo scontata attività del panettiere. La corte che si apre nella calle in questione offre lo spunto per approfondire il problema della criminalità a Venezia, che a metà del ‘400 indusse il governo a introdurre la figura del códega, professionista del lume incaricato di dare una stretta al favore delle tenebre.
Nei panni di Casanova
Attraversando Calle delle Ballotte – così chiamato per via delle presenza degli artigiani attivi nel confezionamento delle palline impiegate nelle votazioni per la magistratura di Venezia (da qui, il termine ‘ballottaggio’) – si giunge al Casino Venier, caratteristico ridotto di fine ‘700. Affascinante esempio dei circoli di moda tra l’aristocrazia dell’epoca, che li utilizzava anche come luoghi per incontri galanti, questo piccolo gioiello incastonato tra Ponte di Rialto e Piazza San Marco è tutto un susseguirsi di spioncini, passaggi segreti, specchi e salette nascoste. Le decorazioni del salone centrale e il liagò sono ulteriori elementi che evocano un’epoca ricchissima in declino e figure come quella di Giacomo Casanova.
Dal Canaletto a Marco Polo
Una parte nascosta della città svela il luogo natale del famoso pittore vedutista Canaletto e concede alla vista la Chiesa della Fava, dove pare sia sepolto, insieme all’amico Giovanni Battista Albrizzi, anche l’artista Giambattista Piazzetta. Le pietre di inciampo di alcune calli interne lastricano poi la strada per la storia degli Ebrei a Venezia e conducono verso la zona del Milion, ossia quell’interecarsi di corti e vicoli nel quale visse il celeberrimo Marco Polo.
Miracolo a Venezia
Ultima tappa del viaggio nella Venezia segreta è la spettacolare Chiesa dei Miracoli, scrigno rivestito di marmi policromi, giunto ai nostri giorni nella forma originale, progettata, costruita e decorata da Pietro Lombardi e dalla sua bottega. Concepita per custodire un’immagine della Vergine con Bambino tra due Santi, la chiesa realizza una mirabile sintesi tra stile rinascimentale fiorentino e gusto veneziano.